LOGGIA DELLE PAROLE
La Loggia dei Mercanti (eretta nel Medioevo per ospitare il mercato cittadino) ed il sovrastante Palazzo della Ragione (il Broletto di Milano dal Medioevo al '700) costituivano il corpo centrale di Piazza Mercanti fino alla demolizione ottocentesca dell'edificio prospiciente Piazza del Duomo che ha creato il collegamento diretto con Piazza Cordusio (attraverso l'attuale Via dei Mercanti) e tagliato in due la piazza, ora ridotta alla porzione sul lato di Via Orefici. Oggi Via dei Mercanti è un'arteria pedonale di grande passaggio mentre la Loggia un luogo oscuro e negletto. Essa era anticamente uno spazio vivo, dedicato all'incontro delle persone ed allo scambio delle merci, pieno di gente e di suoni, di luci e di voci, mentre oggi è muta e deserta, vestigia silenziosa d'un passato perduto.
Loggia delle Parole è l'intervento luminoso e sonoro che Silvio Wolf ha progettato per restituire la perduta centralità e visibilità alla Loggia dei Mercanti, con l'obiettivo di riportarla all'attenzione della cittadinanza e di ricollocarla simbolicamente al centro della sua piazza, ora che la nuova isola pedonale consente ai passanti si sostare, ascoltarla e percorrerla. L'artista si propone di creare non soltanto un luogo di fruizione estetica, ma soprattutto di ascolto e di esperienza.
a) L'intervento sonoro
La parte acustica del progetto si basa sull'uso della parola e della voce diffuse nello spazio architettonico. L'artista realizza quattro piazze sonore in corrispondenza di quattro delle 14 crociere (di m.6x7 ciascuna) create dall'intersezione delle due navate (lunghe 50 metri) con le sette campate. Ciascuna piazza sonora é concepita come luogo d'incontro virtuale delle comunità etniche e linguistiche che vivono nell'attuale complessa realtà socio-culturale milanese. Nelle quattro piazze si svolgono dialoghi di cittadini milanesi che parlano 16 lingue diverse. Il sistema di diffusione acustica delle voci e dei linguaggi all'interno di ciascuna piazza e contemporaneamente nella rete che le collega assieme crea la presenza d'un immateriale condominio etnico e linguistico tra le arcate della Loggia. Le voci e le lingue parlate evocano la presenza delle diverse comunità all'interno d'un monumento parlante.
Le lingue parlate nella Loggia delle Parole sono: Albanese, Arabo (Egitto e Marocco), Bété (Costa d'Avorio), Cinese, Creolo (Mauritius), Giapponese, Ilocano (Filippine), Milanese, Spagnolo (Equador e Salvador), Polacco, Portoghese (Brasile), Rumeno, Russo, Tigrigna (Eritrea),  Turco, Wolof (Senegal).
L'intervento sonoro è stato realizzato con la collaborazione del sound designer Tiziano Crotti.
b) L'intervento luminoso
L'impianto illuminotecnico appositamente progettato restituisce al monumento lo spirito della illuminazione originale, costituita da torce sospese sui lati interni dei grandi pilastri. Il progetto prevede infatti due diversi sistemi d'illuminazione che evidenziano la ritmicità dei vuoti e dei pieni della struttura architettonica, non schiarendo gli spazi mediante le diafane luci riflesse dalle volte come avviene attualmente, ma attraverso l'utilizzo non invasivo di luci radenti sui lati interni del colonnato. In questo nuovo contesto d'illuminazione quattro potenti luci sagomate poste in verticale e dall'altro rischiarano con precisione le quattro piazze sonore da cui le voci provengono.
Il grande spazio vuoto e silenzioso della Loggia torna così a vivere con nuovi suoni e luci, evocando la memoria del luogo assieme all'attuale complessa realtà sociale e linguistica della città.
Elenco delle lingue:
1) Albanese
2) Arabo
3) Brasiliano
4) Cinese
5) Cingalese
6) Spagnolo (Eaquadoregno +Salvadoregno)
7) Tigrino (Eritreo)
8) Filippino
9) Giapponese
10) Bété (Costa d'Avorio)
11) Polacco
12) Rumeno
13) Russo
14) Senegalese
15) Turco
16) Milanese
Silvio Wolf, LOGGIA DELLE PAROLE, Installazione luminosa e sonora. Loggia dei Mercanti, Milano, 2003
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