BERLIN STATION
The pictures were placed in twelve different sites of the City during the time of its major urban plan remodelling, six years after the Berlin Wall collapse.
This work originates from the fragments of original photographs of the Shoah found by the artist in Berlin archives and museums. Although not all of the original photographs represent Berlin, all the decisions and commands regarding the Shoah related event depicted by the photographs were taken in this City.
Silvio Wolf, Stazione di Berlino. Spazi urbani, Berlino, 1997. 12 affissioni stradali, misure variabili
Pensare a Berlino
12 progetti per la soluzione finale del problema.
1) "Non comprate dagli ebrei".
2) Il consolato italiano, mezzo abitato e mezzo chiuso, sul limitare d'un terreno di nessuno, tra colline di detriti e tablas suonate fra gli alberi. Sedili di automobili, bambini imprendibili come branchi d'animali selvatici, figure misteriose dietro le dune. Macchine con le portiere aperte, prostitute, camioncini, discariche, rifiuti d'ogni tipo.
3) Rametti d'un verde tenerissimo spuntano sullo scuro tronco d'un albero nel giardino della scultura della Nationalgalerie. Un minuscolo ragnetto rosso vi cammina sopra. Forse la cosa più piccola ch'io possa percepire in tutta la città.
4) Le celle delle SS erano situate negli ex studi degli artisti, negli studi di scultura. Bambini giocano, conigli scappano sulle macerie degli edifici Gestapo. "In late Summer 1933 the Gestapo set up its own prison (Hausgefängnis): twenty-one men cells in the lower section of the basement floor (artist's studio rooms) of the former School of Industrial Arts and Crafts.
5) "They used to process people in Birkenau" First gassed, then shaved and gold being removed, then burned away.
6) La notte, tersa. Le masse scure dell'architettura museale prussiana contro il cielo blu stellato. Nessuno attorno. La città di notte, seminconoscibile, morbidamente attraversabile
7) Lo sterminio degli ebrei d'Europa venne deciso in una villa tra gli alberi, tra yacht clubs e case di villeggiatura. Quattro cavi d'acciaio nel giardino per reggere un pino. Un colpo di pistola basta per un uomo.
8) Dall'apice più basso ho guardato in alto. Il cielo scuro, nuvoloso, in movimento. Il vento forte. Ovunque tracce della morte sistematicamente concepita ed attuata. Fuori graziose villette ed esuberanti ippocastani fioriti.
9) Poche volte nella mia vita sono stato in luoghi circoscritti dall'uomo di tale bellezza e fascino.
10) Un pianoforte a coda coperto da una nera custodia sagomata. La panchetta nera del pianista, lo sgabello tondo del voltapagine. Lo strumento non può suonare, la luce non può entrare.
11) Sogni. DOC
a) La riunificata Berlino è un grande cortile senza muri, con molti cancelli di cui non ho mai tutte le chiavi. Devo uscire con la macchina, ma non riesco a trovare tutte le chiavi. La stessa cosa mi accade con la motocicletta. Una continua difficoltà ad attraversare queste barriere, benchè non ci siano muri.
b) Sono a Berlino in un locale notturo. E' una Berlino come la posso immaginare da Milano. Non è il luogo dove mi trovo, ma la sua immagine vista dal di fuori. Poi sono all'ingresso d'un locale in cui si sta celebrando una festa ebraica: forse un compleanno, ma non un rito sacro. É una festa laica. Non mi fanno entrare nonostante i tentativi, le spiegazioni, le proteste d'appartenenza alla radice ebraica. Non mi lasciano entrare.
c) Ancora una volta un sogno d'esclusione dalla Comunità ebraica. Ancora una volta non ne faccio parte, ne vengo tenuto fuori. Mi avvicino ma non posso entrare.
12) In Berlin sein
Non riesco ad entrare nelle stanze dell'Ebraismo. La Galleria accanto alla Sinagoga è di nuovo chiusa. Ci passo davanti tante volte, ma mi manca sempre la magica combinazione tempo+spazio+persona per entrare. E' come nei sogni.
Post script
Spero di non averli fatti morire per la seconda volta.
SilvioWolf 1994-97
Silvio Wolf, STAZIONE DI BERLINO. Spazi urbani, Berlino, 1997. 12 affissioni stradali, misure variabili
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